Sei un medico veterinario?

come-portare-il-cane-dal-veterinario_97020c1255a91bb0169f061bb00dacf1

Cosa determina il successo professionale e la soddisfazione personale di un medico veterinario? Da quali caratteristiche le persone giudicano un professionista capace, competente e affidabile? Cosa fa sì che le persone seguano le terapie indicate e assumano un atteggiamento collaborativo?

Ebbene, non contano solo le competenze tecniche e le conoscenze scientifiche ma anche, e in modo determinante, la capacità di relazionarsi e comunicare in modo efficace con i propri clienti (“non technical skills“). Le persone sono più disponibili ad affidarsi a un veterinario e e ai suoi consigli se lo percepiscono “attento” ed “empatico”, mentre non apprezzano l’essere trattate con freddezza e distacco. Una buona comunicazione è in grado di prevenire molti dei contenziosi legali in ambito sanitario, aumentando anche la soddisfazione del professionista nei confronti del proprio lavoro. La capacità di instaurare buone relazioni riduce inoltre buona parte dell’elevato carico di stress che caratterizza le professioni di aiuto, aiutando a prevenire la sindrome di burnout.

Perché proprio i veterinari?!

Studi recenti hanno evidenziato che la medicina veterinaria è tra le professioni più a rischio di burnout, dimostrando come tra le maggiori fonti di stress vi sia proprio il rapporto con il cliente umano, il proprietario dell’animale. In particolare, nella pratica con gli animali da compagnia, i veterinari sono stati paragonati ai pediatri, in virtù del forte legame affettivo che lega i proprietari ai loro animali, assimilabile al legame di attaccamento che unisce genitori e figli.

Per questa particolare categoria di medici, ho pensato ad alcuni servizi “su misura”:

Attività di formazione, per il singolo professionista o in piccoli gruppi, volte a:

  • migliorare le capacità di comunicazione e relazione con i clienti;
  • migliorare le proprie capacità empatiche;
  • gestire al meglio le situazioni difficili (comunicazione della diagnosi grave, gestione dell’eutanasia);
  • conoscere e riconoscere la sindrome di burnout;
  • gestire lo stress e imparare le “self-care strategies” utili alla prevenzione del burnout.

La formazione è disponibile anche presso le cliniche veterinarie, in giorni e orari da concordare.

Colloqui individuali:

  • Counseling e supporto psicologico.
  • Valutazione dello stress lavoro-correlato e del burnout.
  • Training per la promozione del benessere psico-fisico.
  • Consulenze per comprendere come gestire al meglio i rapporti con clienti o pazienti “difficili”.

Collaborazioni: 

  • Consulenze nell’ambito del trattamento di disturbi comportamentali degli animali da compagnia legati a difficoltà e stili relazionali del proprietario.
  • Collaborazioni con i medici veterinari per consulenze e attività di formazione rivolte alle persone che vogliono adottare un animale, soprattutto nel caso di famiglie con bambini, al fine di rendere l’amicizia con un animale da compagnia un’occasione per vivere non solo momenti di gioco e divertimento, ma anche di crescita morale per il bambino che, se supportato in maniera corretta dai genitori, potrà sviluppare la propria empatia e le proprie competenze sociali.
  • Attivazione di servizi di pet loss counseling presso le cliniche veterinarie o in convenzione con il mio studio.
  • Organizzazione di seminari rivolti  ai proprietari di animali da compagnia su tematiche relative al rapporto uomo-animale.

Psicologia applicata alla medicina veterinaria: la mia formazione

Dopo la laurea, durante il corso di dottorato, ho svolto attività di ricerca scientifica sul tema dell’empatia verso gli animali non umani, acquisendo conoscenze approfondite nell’ambito della relazione affettiva e professionale con gli animali da compagnia, nei suoi aspetti normali e disfunzionali. In particolare ho indagato il ruolo dell’empatia (sia verso gli animali che verso le persone) e il fenomeno del burnout nella professione veterinaria.  I risultati di questi studi sono stati pubblicati in riviste scientifiche e presentati a convegni nazionali e internazionali. Ho inoltre dedicato parte delle mie ricerche al Disturbo da Accumulo (Hoarding Disorder) e in particolare alla variante relativa all’Accumulo di Animali (Animal Hoarding), sulla quale ho pubblicato la prima revisione critica della letteratura scientifica disponibile e un libro divulgativo.

Successivamente ho svolto attività didattica presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano curando il Laboratorio “L’uomo e gli altri animali: psicobiologia delle emozioni e della relazione” e tuttora collaboro ad alcuni progetti di ricerca del Canis sapiens Lab – Comparative Cognition and Human-Animal Interaction – (Dipartimento di fisiopatologia medico-chirurgica e dei trapianti).

Ho partecipato come relatrice sui temi della relazione uomo-animale, della comunicazione efficace, dello stress – lavoro correlato e del burnout in medicina veterinaria a numerosi convegni, seminari e corsi di formazione organizzati da enti quali l’Ordine dei Medici Veterinari di Milano, l’Università degli Studi di Milano, SCIVAC, ATS Milano, ATS Brescia, la Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche di Brescia, OIPA.

 

Annunci